I concorsi
Una frase, un rigo appena...i vincitori!

Le scuole che hanno vinto il concorso 1997/98 del Giralibro "Una frase, un rigo appena..." sono:


Scuola Media Leonardo da Vinci di Concorezzo (Milano)
Scuola Media Giovanni XXIII di Salerno
Scuola Media Vicini di Cesena (Forlì)
Scuola Media Frassoni di Finale Emilia (Modena)
Scuola Media Sarto di Treville di Castelfranco (Treviso)
Scuola Media Boero di Sanfront (Cuneo)

Il concorso "Una frase, un rigo appena..." invitava i ragazzi a scegliere un brano, un periodo, una frase che li ha particolarmente colpiti, emozionati, divertiti, commossi, spaventati, scegliendo tra i libri regalati loro dal Giralibro.
Le frasi che la Giuria ha scelto per i premiati sono state numerose (i premi sono stati assegnati fino al ventesimo classificato) e qui ne segnaliamo alcune:

a "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry (Bompiani)
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."

"L'essenziale è invisibile agli occhi" ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

Da 'La Grande Gilly Hopkins' di Katherine Paterson (edizioni Piemme)

-Pronto.
-Trotter, sono io Gilly.
"Dio, fa' che non crolli e mi metta a piangere come una bambina."
-Gilly, tesoro, dove sei?
-Da nessuna parte. Non ha importanza.
Voglio tornare a casa.
Udiva chiaramente il respiro affannoso di Trotter all'altro capo del filo.
-Cosa è successo, piccolina? Tua madre non si è fatta viva?
-No, è arrivata.
-Oh, la mia povera piccolina.
Gilly stava piangendo, adesso. Non riusciva a trattenersi.
-Trotter, è tutto sbagliato. Niente è come doveva essere.
-Cosa vuoi dire "doveva essere"? La vita non deve essere proprio in nessun modo, se non dura, forse.
-Ma io ho sempre pensato che quando fosse venuta mia madre...
-Mio dolce tesoro, non te l'ha mai detto nessuno? Pensavo che avessi già capito da sola.
-Che cosa?
-Che tutte quelle storie del lieto fine sono balle. L'unica fine in questo mondo, è la morte. Ora, può darsi che sia lieta e può darsi che non lo sia, ma comunque non credo che tu sia ancora pronta a morire, no?
-Trotter, io non sto parlando di morire. Sto parlando di tornare a casa.
Ma Trotter la ignorò.
-Qualche volta, in questo mondo, le cose vanno bene, e allora uno si rilassa e dice : "Oh, finalmente il lieto fine. È proprio così che dovevano andare le cose". Come se la vita dovesse qualcosa a qualcuno.
-Trotter...
-E ci sono tante cose buone, piccolina. Come il fatto che tu sia stata qui con noi quest'autunno. È stata una cosa bellissima per me e William Ernest. Ma aspettarsi cose belle tutto il tempo significa prendersi in giro. Di solito non è così. Nessuno ti deve niente.
-Ma se la vita è tanto brutta, perchè tu sei così felice?
-Ho detto brutta? No, ho detto dura. Niente rende felici come riuscire bene in un compito difficile, non è vero?
-Trotter, smettila di farmi la predica.Voglio tornare a casa.
-Sei a casa, tesoro. La tua nonna è la tua famiglia.
-Voglio stare con te e William Ernest e il signor Randolph.
-E lasciarla sola? Potresti farlo?
-Maledizione, Trotter, non cercare di fare di me una maledetta cristiana.
-Non cerco di fare proprio niente di te.-Ci fu un attimo di silenzio, all'altro capo del filo.-A me, a William Ernest e al signor Randolph piaci proprio come sei.
-Va all'inferno, Trotter - disse Gilly dolcemente.
Un sospiro.
-Be', non saprei. Avevo pensato di stabilirmi permanentemente in un altro posto, in realtà.
-Trotter...-Per quanto si sforzasse, non riuscì a mantenere salda la voce quando aggiunse: -Ti voglio bene.
-Lo so, tesoro. Anche io ti voglio bene.
Gilly appoggiò piano la cornetta e ritornò in bagno. Si soffiò il naso con la carta igienica e si lavò la faccia.
Quando si ritrovò di nuovo davanti a una Courtney impaziente e una nonna abbattuta, aveva ripreso il controllo di sé.
-Mi spiace di avervi fatto aspettare - disse.-Adesso sono pronta ad andare a casa.
Niente nuvole di gloria, forse, ma Trotter sarebbe stata orgogliosa di lei.

Da "L'occhio del lupo" di Daniel Pennac (Salani)

Poi la lupa è morta, e da allora il lupo non si è più fermato. Trotta da mattino a sera, mentre la carne si gela per terra intorno a lui. Fuori, diritto come una "i" (col puntino formato dal vapore bianco), il ragazzo lo fissa.
'Peggio per lui' decide il lupo.
E smette di pensare al ragazzo.
Tuttavia il giorno dopo il ragazzo è sempre là. E il giorno seguente. E l'altro ancora. Così che il lupo è obbligato a ripensare a lui.
'Ma chi è?'
'Che vuole da me?'
'Non fa niente tutta la giornata?'
'Non lavora?'
'Niente scuola?'
'Niente amici?'
'Niente genitori?'
'E che?'
Un mucchio di domande che gli rallentano la marcia. Si sente le zampe pesanti. Non è ancora la stanchezza ma quasi.
'Incredibile!' pensa il lupo.
Domani, almeno, lo zoo rimarrà chiuso. È il giorno del mese dedicato alla cura delle bestie, alla pulizia delle gabbie.Niente visitatori quel giorno.
'Mi sarò sbarazzato di lui'.
Neanche per sogno. Il giorno dopo, come tutti gli altri giorni, il ragazzo è là, più che mai, tutto solo davanti al recinto, nel giardino zoologico completamente deserto.
'O no!' geme il lupo.
Eh si!
Improvvisamente il lupo si sente molto stanco. C'è da pensare che lo sguardo del ragazzo pesi una tonnellata.
'D'accordo' pensa il lupo.
'D'accordo!'
'L'hai voluto tu!'
E, bruscamente, si ferma. Si siede eretto, proprio davanti al ragazzo. E anche lui si mette a fissarlo. Non quello sguardo che vi passa attraverso, no: il vero sguardo, lo sguardo fisso.
Ci siamo. Adesso sono faccia a faccia. E va avanti così.
Non un visitatore, nel giardino zoologico. I veterinari non sono ancora arrivati. I leoni non sono ancora usciti dalle loro tane. Gli uccelli sono addormentati tra le piume. È un giorno di riposo per tutti. Persino le scimmie hanno rinunciato a fare le loro solite pagliacciate e pendono dai rami come tanti pipistrelli addormentati.
Non c'è che il ragazzo.
E quel lupo azzurro dal pelame azzurro. 'Vuoi guardarmi? D'accordo! Anch'io ti guardo! Si starà a vedere...'.
Ma c'è qualcosa che disturba il lupo; un particolare stupido: lui non ha che un occhio, mentre il ragazzo ne ha due. A un tratto il lupo non sa in che occhio del ragazzo fissare lo sguardo. Esita. Il suo unico occhio salta da destra a sinistra e da sinistra a destra. Il ragazzo non batte ciglio. Il lupo è maledettamente a disagio; per niente al mondo stornerebbe lo sguardo, di riprendere la marcia non se ne parla. Così il suo unico occhio impazzisce e ben presto, attraverso la cicatrice dell'occhio morto, spunta una lacrima. Non è dolore, è impotenza, e collera.
Allora il ragazzo fa una cosa curiosa, che calma il lupo, lo mette a suo agio. Il ragazzo chiude un occhio.
Ed eccoli là che si fissano, occhio nell'occhio, nel giardino zoologico deserto e silenzioso, con un tempo infinito davanti a loro.

Da 'Il segreto di Mont Brulant' di Steven Schnur (Mondadori)

Quando Madame Jaboter tornò, il giovedì successivo, le raccontai cos'era accaduto nei boschi. Lei non rise affatto.Iinvece, mi afferrò per un polso e bisbigliò ansiosa: - Promettimi di non tornare laggiù. Pensai che scherzasse.- Perché no?
-Prometti! - ripeté, ancora più ansiosa.
-Ma perché?
-Non è un posto sicuro - mi rispose, mortalmente seria. - Quei boschi sono infestati.
Risi nervosamente, riconoscendo la mia stessa paura.
-Etienne, dico sul serio. Non devi - insisté, abbassando la voce e guardando oltre le mie spalle.- In quei boschi vagano le anime di un migliaio di bambini smarriti.
-Fantasmi? - chiesi, ancora sorridendo.
-Sì, fantasmi - bisbigliò lei, brusca.
-Sono troppo grande per crederci.
-Allora chiamali memorie.
-Che vuoi dire?
-Non posso spiegartelo. Prometti e basta.- I suoi occhi castani fissarono i miei.
Adesso so che, durante quella terribile guerra, troppo pochi furono i coraggiosi, che i più sacrificarono gli estranei alla propria salvezza e poi tentarono di scordare quanto avevano fatto.
Ma i morti non vogliono essere dimenticati, non vogliono essere dimenticati.

Altre frasi che sono entrate in classifica e che meritano di essere segnalate perché molto "votate" dai ragazzi, sono:

- da "Crash" (Mondadori), le ultime righe e la fine del cap. 46
- da "Agata e Pietra Nera" (Salani), pag. 47 ("...parlammo della vita...")
- da "L'amico ritovato" (Feltrinelli), le ultime righe
- da "Matilde" (Salani), pag. 19 (i viaggi di Matilde con i libri)

I premi

1° premio: 25 libri al vincitore più attestato d'onore;
2° premio: 15 libri più attestato d'onore;
3° premio: 5 libri più attestato d'onore;
4° - 10° premio: 3 libri;
11° - 20° premio: 1 libro.