I concorsi
...e la storia continua...

I vincitori del concorso 1998/99 del Giralibro "...e la storia continua" sono:


1° classificato: Cecilia Bussolari, della Scuola Media Mameli di San Giovanni in Persiceto (BO)
2° classificato: Vera Grossi, della Scuola Media Don Gnocchi di San Colombano al Lambro (MI)

Il concorso "...e la storia continua" invitava i ragazzi a proseguire uno dei libri del Giralibro oltre la parola "fine", immaginando il futuro e la vita dei personaggi secondo la propria immaginazione.
Segnaliamo qui le proposte che hanno ricevuto il 1° e il 2° premio

1° premio
Continuazione del libro "Un cielo dipinto di blu", di Jean Ure. Il libro, per chi non lo avesse letto o non lo ricordasse, racconta la storia di Becky, una ragazzina di undici anni che ama il colore blu, i gatti, il sole e l'estate, i Beatles e il Lago dei Cigni, e ha un grande sogno, diventare una famosa ballerina. Ma Becky è malata, e nonostante il suo coraggio e la sua voglia di vivere, i suoi desideri si avvereranno solo con la fantasia. La sua amica e compagna di stanza in ospedale, Zoe, riuscirà invece a guarire...

Autrice: Cecilia Bussolari, classe II B, Scuola Media Statale G. Mameli, San Giovanni in Persiceto (BO)
"Era notte.
Nel suo lettino d'ospedale Zoe era sveglia, la divisa d'infermiera appesa vicina al letto, immacolata, risplendeva alla luce della luna.
Si mise a sedere. Le piaceva il turno di notte, guardava il cielo, pieno di stelle, e pensava. Era così bello e rilassante lanciare la mente a briglie sciolte, permettere ai pensieri di andare per la loro strada e lasciare che le idee uscissero liberamente dalla testa: era come sfogarsi con un bel pianto.
E pensava, pensava...pensava alla luce della luna che la guardava sorridente.
D'un tratto un'ombra...o meglio, una coda di ombre.
Non si spaventò più di tanto, sapeva benissimo chi era.
- Micky! - disse piano.
Titubante, la magra figura entrò nella piccola stanza: i piedi scalzi, il pigiamino che strisciava per terra. Dietro di lui Judie, con i suoi radi capelli biondi che sarebbero stati così belli e per la cui perdita si era tanto amareggiata. E poi Max, Beth, Lucy, Matt, Jo e Ann. C'era tutta la stanza 16 del vecchio ospedale. Li fece sedere tutti sul suo letto. I corpicini accucciati, i visini illuminati dalla luce pallida, gli occhi accesi da una vera voglia di vivere.
Erano straordinariamente gratificanti per un'infermiera quei momenti.
- Signorina Zoe - disse piano Ann, la morettina con una quantità di capelli incredibile dato la sua malattia - ci racconti una storia? -
Zoe sospirò.
- Certo! - disse infine - vi ho mai raccontato di Becky Banana? -
- Nooo - sussurrò un coro di voci leggere, per non svegliare gli ospiti della stanza accanto.
- Becky Banana era la cockney con le bottiglie più grosse che io abbia mai conosciuto... -
Uno dopo l'altro si addormentarono sul letto della giovane infermiera, sognando una splendida ballerina di nome Becky nelle candide vesti di Odette e cullati dalla magica melodia de "Il lago dei cigni".

2° premio
Continuazione del libro "Il Piccolo Principe", di Antoine de Saint-Exupéry
Autrice: Vera Grossi, Scuola Media Statale Don Carlo Gnocchi, San Colombano al Lambro (MI)

"... Camminavo lentamente sulla sabbia guardando il cielo che si stendeva immenso sulla mia testa. Pensavo all'infinito, alle stelle, all'universo e alla sua grandezza.
Ad un tratto lo vidi seduto che guardava il terreno. Sembrava stesse contando i granelli di sabbia.
Come mi vide mi disse: "Voglio tornare a casa, sono stufo della Terra. Voglio la mia rosa e i miei vulcani."
"Allora verrò con te" gli dissi "Non ti voglio lasciare solo."
Ero stanco di cose banali, di inutili spazi, oggetti, denaro, adulti che passavano giornate intere a fare inutili conti.
Non mi sarebbe dispiaciuto guardare un tramonto ogni minuto e per farlo dover solo spostare un po' la sedia.
Così gli dissi che avevo riparato il mio aereo e che avremmo potuto volare tra le nuvole alla ricerca del suo piccolo pianeta dove avremmo potuto restare per sempre.
Dunque ci ritrovammo seduti sul mio aereo, sapevo benissimo che il nostro progetto era impossibile, ma in fin dei conti questa èuna fiaba, e nelle fiabe nulla è impossibile.
Mentre guardavo il mio piccolo amico che osservava il cielo intorno a sé con uno sguardo speranzoso, rafforzai sempre più questa mia convinzione e puntai verso l'alto, verso l'immenso, dove nessuno era mai arrivato, in alto, sempre più in alto, ancora di più e...
Eravamo atterrati, ma sembrava impossibile dire dove.
Il suolo era stranamente soffice e leggero: eravamo su una nuvola!
Il Piccolo Principe sembrava sconcertato. Quella non era una nuvola, mi avvisò, ma il pianeta dei trabocchetti, dove capitano spesso coloro che sognano troppo.
Glielo aveva raccontato la sua rosa e bisognava stare molto attenti perché a ogni passo si incontravano trabocchetti strani e prove da superare.
Ero incredulo.
Mi girai a toccare il suolo soffice che avrebbe potuto benissimo appartenere a un pianeta amico e non a uno così antipatico, ma mi accorsi che il Piccolo Principe era sparito.
Fui preso dal panico, che fosse un trabocchetto? Del resto in quel pianeta...
In quel momento udii una voce, proveniente da chissà dove, che mi disse:
"Il tuo amico è sparito, ma solo per un momento. Per farlo ricomparire dovrai superare tre prove." Ora ero più che sicuro di trovarmi in una fiaba, nella quale misteriosamente ero entrato e dalla quale non potevo più uscire, se non partecipando ad essa, come ogni buon protagonista sa fare.
Mi trovai improvvisamente di fronte a tre bottiglie in ognuna delle quali era contenuto un pezzo di cielo. Una sola bottiglia conteneva il cielo che stava sopra la Terra, dovevo riconoscere quale: ecco la prima prova.
Scelsi quella che conteneva un cielo rosa delle giornate fresche di Primavera, azzurro dei pomeriggi d'Estate, scelsi quella che sapeva di amicizia, che sembrava sorridere, come sa fare la nostra cara Terra, malgrado spesso gli uomini non se ne accorgano.
Era quella giusta.
Nella seconda prova dovevo riconoscere uno dei ricci capelli d'oro del Piccolo Principe.
Scelsi il capello che pareva più triste, pallido, come sapevo essere il mio amico, che voleva tornare a casa.
Avevo indovinato.
Rimaneva la terza prova, che, come si sa, è sempre la più difficile.
Questa volta dovevo riconoscere i pensieri del Piccolo Principe, e scelsi quelli più semplici, che solo un adulto col cuore di un bambino può fabbricare.
Erano i suoi e lui riapparve, felice che non mi fossi comportato come un adulto, ma che avessi saputo ragionare come un bambino.
Ci accomodammo sull'aereo e di nuovo volammo verso l'alto tra nuvole, pensando a quando mi avrebbe fatto conoscere la sua rosa: "è un po' permalosa, ma succede ai fiori che rimangono per lungo tempo soli, indifesi su un minuscolo pianeta della galassia".
Promise che mi avrebbe fatto pulire i suoi vulcani e che avrei visto tutti i tramonti che avrei voluto.
E fu così: ora per vedere il tramonto mi basta solo spostare un po' la sedia."

Le altre scuole premiate

Scuola Media Leonardo Da Vinci di Concorezzo
Scuola Media Gola di Olgiate Molgora
Scuola Media Alighieri di Torino
Scuola Media Mochi di Levane
Scuola Media Alighieri di Bitonto
Scuola Media Giovanni XXIII di Isernia
Scuola Media Buonarroti di Giovinazzo
Scuola Media Foscolo di Marghera
Scuola Media Jussi di San Lazzaro di Savena
Scuola Media Leopardi di Como
Scuola Media Venier di Aiello del Friuli
Scuola Media De Amicis di Luserna San Giovanni
Scuola Media Casorati di Pavia
Scuola Media San Giovanni Bosco di Santeramo in Colle
Scuola Media di Isola Rizza
Scuola Media Guidobono di Savona
Scuola Media Pellico di Appiano Gentile
Scuola Media Calvino di Piacenza
e altre ancora hanno ricevuto un piccolo premio e un attestato.