I concorsi
Emozioni

Ecco i vincitori del concorso "Emozioni" indetto dal Giralibro nell'anno scolastico 2001/2002.




Primo classificato:

Laydon Bebri, I B, SMS di Carsoli (AQ)
“Io personalmente so che si prova ad avere fame, a stare da soli, ad avere freddo e a non trovare una casa dopo tanto cercare. Quando ho letto il libro mi è sembrato di rivivere la mia vita, quando ero nel mio paese: l'Albania. So cosa si prova a non avere niente, ad avere solo fame e freddo: io le ho provate queste sensazioni, sono esperienze che ti segnano per sempre. Ecco, io adesso vivo qui in Italia, ho tutto, eppure il ricordo è come una calamita dalla quale è impossibile staccarsi: ancora mi tormenta. L'emozione del dolore che comunque viene sconfitto è quella che ho sentito rimbombare dentro di me, mentre leggevo.”
(Ispirato al libro L'arduo apprendistato di Alice lo Scarafaggio di Karen Cushman, Piemme)



Secondi classificati:

Alice Franzon, III B, SMS Tartini di Padova
“Uscire. Andare via. Forse fuggire. Da un passato che non ho scelto. Che non ho voluto. Da una vita che non poteva essere la mia. Per cercare la libertà. Per conquistarla. Per una vita in sé diversa. Ricordando che le apparenze non dicono mai nulla. Che chi guarda da FUORI non sa chi sta vivendo DENTRO. Per trovare l'amore. Anche inaspettatamente. Un amore che ha bisogno della sua libertà. E lasciarlo andare. Per raggiungerlo, magari, quando sarà il momento. Ricercare il passato. Quel passato che mi ha abbandonato e che io ho abbandonato. Senza volerci rientrare, mai più. Se non con piccoli gesti. Come un fiore. Mi ha sussurrato libertà. Voglia di spiccare il volo. Tanto, prima o poi, in qualche modo si torna indietro.”
(Ispirato al libro Davì di Barbara Garlaschelli, EL)

Rosalia Bombardino, II A, SMS Criscuolo di Pagani (SA)
“Ognuno ha i propri ritagli di cielo, anch'io ho i miei, li porto stampati nella memoria e nel cuore. A volte sono come specchi dove mi rifletto per rivivere momenti di felicità, altre volte sono cocci di una realtà frantumata che non riesco ancora ad accettare. Col tempo il dolore per la perdita di mio padre farà meno male e riuscirò a guardare il cielo e a provare un po' di serenità.”
(Ispirato al libro Ritagli di cielo di Pat Brisson, Feltrinelli)

Cristina Sudiro, III B, SMS Virgilio di Camisano Vicentino (VI)
“Perché ora so che c'è qualcun altro oltre a me che si preoccupa molto, anche per nulla, campando in aria affermazioni del tutto infondate, ma che provocano spesso timore e brivido, con una fitta allo stomaco e con le ginocchia che tremano... È molto brutto sentirsi così, è qualcosa come sentirsi diverso, particolare ma in senso negativo. A volte poi questa preoccupazione morbosa si trasforma in terrore puro, e allora si ricomincia a sudare, i nervi saltano e..., beh, non riesci più a star fermo. È una cosa terribile preoccuparsi per nulla, senza poter esprimere le proprie ansie, le proprie angosce... Non augurerò nemmeno al mio peggior nemico di sentirsi in questo modo, perché la paura fa più male del momento stesso in cui viene eseguito il tormento.”
(Ispirato al libro Harry Potter e la pietra filosofale di Joanne Kathleen Rowling, Salani)


Terzi classificati:

Giordano Corbellari, II A, SMS di Badia Calavena (VR)
“Con Etienne, protagonista del libro Il segreto di Mont Brulant, ho provato l'emozione intensa del momento che «segna la fine dell'infanzia». Scoprire la verità, conoscere gli orrori della guerra, dell'uomo, significa, nel cuore di un giovane che si affaccia alla vita, crescere. La paura mi ha trascinato nella lettura: quante Sarah e quanti Isaac ancora ci saranno? L'uomo è la storia: ho capito che solo la memoria di ciò che è stato può salvare la storia.”
(Ispirato al libro Il segreto di Mont Brulant di Steven Schnur, Mondadori)

Matteo Canavero, II A, SMS Meucci di Torino
“Mi ha commosso il fatto che Milan, ragazzino che ha perso padre e madre e ha visto la guerra con i suoi occhi trovi la massima felicità ed allegria con una lucertola a cui lui parla. Lui sa che la lucertola non lo può sentire, ma insiste, risponde solo alle domande che secondo lui quell'animale gli pone, chiede scusa per quando staccò le code alle lucertole in Slovenia, ed è convinto che l'animale lo sappia. Un ragazzino che ha perso i genitori in un evento tragico come quello che ha vissuto, eppure trova l'amicizia migliore con un animale, ci fa capire che noi uomini avremo il cervello più grande ma troppo spesso lo usiamo per far del male agli altri e mi commuove nel profondo.”
(Ispirato al libro La vita è una bomba di Luigi Garlando, Piemme)

Gloria Barbanera, II D, SMS Marconi Grecchi di Perugia S. Sisto
“Essere ebreo in quel periodo non era facile, anzi era talmente difficile che appena facevi un passo fuori di casa ti arrestavano, e questo non mi sembra per niente giusto. I nazisti provavano soddisfazione nell'arrestare gli ebrei, mentre questi provavano vero terrore al pensiero di essere scoperti. Leggendo L'amico ritrovato anch'io ho tremato, per la crudeltà di quei momenti, per la crudeltà verso il popolo ebreo, per la crudeltà verso chi non era «ariano». E se io fossi stata Hans? Come mi sarei comportata? Come avrei reagito agli insulti? Non lo so, so soltanto che avrei avuto paura, paura di tutto e di tutti. E se fossi stata Bollacher? Avrei avuto paura lo stesso, avrei avuto paura di come avrei trattato altre persone, gli ebrei. Sì, ho avuto paura, tanta, tantissima paura solo leggendo il libro, a distanza di 50 anni.”
(Ispirato al libro L'amico ritrovato di Fred Uhlman, Feltrinelli)

Lucilla Bracco, III E, SMS Cosola di Chivasso (TO)
“Il libro Il trillo del diavolo ha suscitato in me un miscuglio di ammirazione per il coraggio di Vittorio e di rabbia per la guerra che porta gli uomini a comportarsi in modo inimmaginabile, rabbia per il desiderio di potere e di successo che porta addirittura un ragazzo a cercare di uccidere il suo migliore amico, rabbia perché non si capisce il perché di tutto questo.”
(Ispirato al libro Il trillo del diavolo di Carlo Lucarelli, EL)

Gaia Gennati, III A, SMS Leopardi di Como
“La lettura del libro mi ha fatto provare tanta paura, paura di quello che mi circonda, della gente, di quello che possano vedere, di tutto. Assurdo pensare questo dopo aver letto il libro «Occhi di bottone», eppure niente mi pare assurdo quando sono io, tra la gente che mi osserva. Vorrei scomparire, nascondermi, poi penso alla gente che è costretta a fuggire, che lotta per far parte di una società, che giudica e niente più. È così che una famiglia di bambole, fabbricata da un'anziana signora, affronta la realtà, con continue finzioni, per appartenere all'umanità e per liberarsi dall'oppressione di una vita automatica.”
(Ispirato al libro Occhi di bottone di Sylvia Waugh, Salani)

Le altre scuole premiate

SMS annessa al Conservatorio Verdi di Milano, con Daniele Solca, II A
SMS Monterisi di Salerno, con Guglielmo Avallone, III F
SMS De Gasperi di Raldon (VR), con Andrea Alessi, I C
SMS Marconi Grecchi di Perugia S. Sisto, con Miriam Aquino, II B
SMS Medi di Porto Recanati (MC), con Elisa Pettorossi, II E
SMS Diaz di Pozzuoli (NA), con Angelo Grieco, I C
SMS Valvason di Valvasone (PN), con Beatrice Botter, I A
SMS Don Milani di San Valentino Torio (SA), con Andrea Vastola, II A
SMS di Robilante (CN), con Marco Cerato, II A